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La Tenuta del Cavaliere, a spasso tra storia e natura.

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Settecamini e dintorni non finiscono mai di stupirci!

Poco distante dal nostro quartiere una realtà storica e naturalistica ci avvolge completamente, con una passeggiata lunga 8 chilometri, 4 ad andare e 4 a tornare. Questo circuito è conosciuto da pochi, ma chi lo apprezza viene da tutta Roma e dintorni, per correre, passeggiare, andare in bici, raccogliere erbe selvatiche commestibili, ecc.ecc.

Il percorso è tutto dentro una antica tenuta della Campagna Romana, quella che nel 1660 era inserita nel Catasto Alessandrino, di proprietà dell’Ospedale Fatebenefratelli, proprio quello dell’isola Tiberina. Il toponimo gli derivava da un precedente proprietario, un certo Messer Ottavio de Cavalieri.

La proprietà è rimasta all’Ospedale Fatebenefratelli fino agli anni ‘70 quando, con la costituzione delle ASL, passò tra i beni del Comune di Roma e perciò oggi possiamo goderci questo luogo pubblico.

Certo ci vuole molta educazione e discrezionalità a frequentare questi posti, è sempre un’azienda agricola ed un posto di lavoro.

Nella mappa del Catasto Alessandrino il casale del Cavaliere è ben visibile sopra un’ansa dell’Aniene; non ha l’aspetto moderno perché gli mancano tutti gli ampliamenti successivi. A quei tempi, per indicare una tenuta, si usava definirla con “Casale”.

Sull’altra sponda dell’Aniene si presenta il Castello di Lunghezza.

A sinistra sorgerà il quartiere di Case Rosse; la tenuta si protende a Nord fino alla Tiburtina, di fronte all’odierna Setteville; ad Est, seguendo il corso dell’Aniene, si estende verso S.Sinforosa, Tavernucole e Martellona, fino all’antico confine con Tivoli.

In basso a sinistra si riconosce una chiesetta con campanile, purtroppo non se ne ha più traccia. A destra si può notare una torretta medioevale, la Torre Mattuzzi, facente parte di un antico podere entrato a far parte della Tenuta del Cavaliere.

Il nostro percorso inizia all’ingresso della tenuta, posto per l’appunto sulla Via della Tenuta del Cavaliere; l’auto può essere parcheggiata internamente, davanti al campo di Softball, ma se il cancello carrabile è chiuso, la si lascia fuori: l’accesso pedonale è comunque possibile.

Sulla Via della Tenuta del Cavaliere, una strada di bonifica del 1915 che conduce a Lunghezza, c’è una casa cantoniera che ci dà il benvenuto. Foto 1

A destra, verso Case Rosse, ecco un fontanile vecchio di almeno 4 secoli. Foto 2

Verso il fontanile c’è un percorso interessante, si giunge a Case Rosse, ma le recinzioni lungo l’Autostrada A24 non ne consentono il passaggio. Prima però si può incontrare il depuratore ACEA di Case Rosse; è molto importante conoscere il lavoro umano e le tecnologie esistenti in questi impianti; con metodologie riprese dalla natura si depurano le acque di scarico, prima di riversarle nell’ambiente. Poco distante c’è una discarica di inerti, ovvero i calcinacci, provenienti dalle demolizioni e dalle lavorazioni nei cantieri.

Ma ecco il protagonista della nostra gita, il Casale del Cavaliere: un vero libro di storia davanti a noi!

Sorge su di un’altura che sovrasta un’ansa del Fiume Aniene, sulla sponda opposta fronteggia il maestoso Castello di Lunghezza. È un sito di una bellezza unica e per questo non è sfuggito agli antichi romani: qui sorgeva infatti una villa, documentata dai molti reperti marmorei presenti intorno al sito. Su questa villa sorse il Casale, con un nucleo iniziale medioevale, posto sulla destra.

Faceva parte dell’incastellamento della Campagna Romana, avvenuto intorno al XIII secolo, per contrastare le scorribande di barbari e saraceni. Erano le tipiche costruzioni medioevali: le case-torri. Costituivano una valida difesa per gli abitanti della tenuta ed un ottimo punto di avvistamento. Di torri ce ne sono molte nella Campagna Romana ed il termine TORRE è molto presente negli attuali toponimi dei quartieri, come Torbellamonaca, Torre Angela, Tor Sapienza, Torraccia, Torre Spaccata, Tor Tre Teste, ecc.ecc.

La torre si distingue bene nella parte posta sulla estrema destra del fabbricato. Successivamente, nel 1400, con la pacificazione del territorio, fu costruito un edificio a ridosso della torre, sicuramente più comodo e vivibile. A seguire sorge un cortiletto con la cappelletta dedicata a Santa Restituta: è un’opera del 1700, stesso periodo della chiesetta di Settecamini costruita da S.Maria Maggiore.

Tutto il corpo lungo, orientato a sinistra, è la zona dedicata alle stalle ed agli alloggi delle maestranze che qui risiedevano tutto l’anno o soltanto stagionalmente, quando i lavori della campagna lo richiedevano. Gli alloggi e le stalle sono degli inizi del 900 e fanno parte di quelle opere di bonifica, volute dal giovane Regno d’Italia, per rendere più vivibile la Campagna Romana.

Foto 3

La strada di bonifica, la Via della Tenuta del Cavaliere, ha tutto un muraglione verso la piana del Fiume Aniene: è in blocchi di tufo, materiale di origine vulcanica molto presente in zona. I blocchi sono squadrati e sovrapposti con poca malta. Quest’opera serviva a sopraelevare la strada, evitando che gli allagamenti del vicino fiume Aniene potessero interrompere la viabilità. Foto 4

Si giunge al ponte di ferro che scavalca il Fiume Aniene. Probabilmente l’originale era in muratura, simile e coevo a quello di Via di Salone, fatto saltare dalle truppe tedesche in fuga, durante il secondo conflitto mondiale, al fine di bloccare l’avanzata degli alleati.

Il ponte di Via di Salone non fu distrutto completamente (vedi articolo “La Guerra a Settecamini) e quindi ricostruito, questo lungo Via della Tenuta del Cavaliere fu ricostruito provvisoriamente dal Genio Militare ed oggi sta ancora lì. Foto 5

La base di appoggio del ponte metallico è in blocchi di travertino. Foto 6

La Tenuta del Cavaliere si protende lungo l’Aniene ed è attraversata dalla ferrovia Roma-Pescara.

Nella Foto 7 si vede un casello ed a destra ecco apparire i resti della Tor Mattuzzi, una preesistenza storica medioevale, caduta in disuso dopo che l’epicentro della tenuta si era consolidato nel Casale del Cavaliere.

La Torre Mattuzzi sovrasta uno sperone tufaceo e, al disotto, si apre una grotta da dove veniva ricavato il materiale da costruzione per la stessa torre: una edificazione a chilometri zero. Dietro, ormai fa da sfondo, il grande complesso del Centro Agro Alimentare. Foto 8

Prima di andar via, vale la pena salutare degnamente questo monumento storico. Con discrezione, apprezzate tutta l’imponenza del Casale del Cavaliere. Vi si presenta l’austera torre medioevale e tutta la sequenza storica che si sviluppa verso destra. Foto 9

Il cortiletto barocco, adiacente l’edificio più antico. Foto 10

La cappelletta dedicata a Santa Restituta, con le lesene che ricordano la nostra chiesetta, con le due finestrelle tipiche delle chiesette della Campagna Romana, per permettere ai viandanti di potersi inginocchiare e pregare, anche se l’edificio è chiuso. Foto 11

Qui è rimasta la devozione per la Patrona S.Restituta, mentre a Settecamini, la nostra chiesetta, ormai sembra dedicata a S.Francesco, benchè tutta la storia ci riconduce al culto della Madonna: è stata edificata dal Capitolo di Santa Maria Maggiore, internamente, sull’altare, dominava il quadro dell’Assunta, la prima domenica di maggio del 1917 Don Valcelli e gli studenti del Collegio Tarcisii vi portarono l’immagine della Madonna dell’Ulivo, persino la nostra Parrocchia è dedicata alla Madonna dell’Ulivo….. ma questa è un’altra storia.