La Borgata di Settecamini – Settecamini History

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La Borgata di Settecamini trae la sua denominazione da sette comignoli allineati sul tetto di una casa antica detta “Osteria del Forno” o meglio “Il Fornaccio”, che si puó ancora osservare e che un tempo era di propietá della famiglia dei Cenci, al presente dei Cortegiani.
Il Complesso dell´edificio risale al XVI secolo ed é visibile lo stemma gentilizio sul frontone d´ingresso: un´aquila sopra un elmo guerriero, con una palma sullo sfondo.
Dal sotterraneo di questa casa partono dei cunicoli e delle gallerie che si suppone conducano in parte al castello di Marco Simone, in parte a torri e castelli medioevali che dovevano essere molto numerosi nella zona.
La casa oggi é di propietá della famiglia Sagnotti.
Nei primi anni del nostro secolo la zona di Settecamini era quasi spopolata; non esisteva infatti un vero e proprio centro abitato, ma un gruppo di fattorie e casali disseminati nella campagna in corrispondenza di tenute e latifondi che, con le cave di tufo e la pozzolana, erano gli unoici punti di attrazione della manodopera; vi si praticava inoltre la pastorizia.

Il tenore di vita della popolazione era basso, come in tutto l´Agro Romano, a causa della carenza di abitazioni e di servizi; erano del tutto assenti scuole e centri sanitari.

Dopo la prima guerra mondiale ( 1915-1918) il Comune di Roma, che aveva in proprietá numerosi terreni in precedenza di proprietá della famiglia Brancaccio, curó la costruzione di alcune abitazioni tuttora esistenti, munite di reticelle alle finestre per difesa contro le zanzare che infestavano la zona.

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“Via Tiburtina – anno 1924”

Secondo le testimonianze della Signora Eleonora Abbondanza e della Signora Emilia Benedetti, che venne ad abitare nella zona con la famiglia nel 1919, alla costruzione di questi edifici furono adibitidei prigionieri di guerra tedeschi.
Nel 1921 le costruzioni, giá ultimate, furono affidate alla custodia del Sig. Alessandro Rossi ( 1884-1968).

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Il trenino Roma-Tivoli alla Stazione di Settecamini

Il paesaggio della zona era prettamente rurale; la via Tiburtina era una carreggiata bianca, polverosa d´estate e fangosa d´inverno, dalla quale si diramavano i sentieri che conducevano ai vari casali sparsi nella campagna.
Altra testimonianza di questo periodo é quella del Comm. Pietro Gianni, che ne 1894, all´etá di sei anni, venne a Settecamini con il padre Sabatino, che si occupava di pastorizia, con la madre e i fratelli Domenico e Nazareno.
Egli afferma che a quell´epoca esistevano a Settecamini soltanto tre edifici, il casale del ´500 chiamato “Il Fornaccio”, da cui trasse il nome la borgata, l´altro casale che sorge sul lato opposto della Tiburtina e la Chiesetta del ´700 all´incrocio tra via Tiburtina e via di Casal Bianco.
Dopo la prima guerra mondiale la famiglia di Sabatino Gianni acquistó una grande propietá che si estendeva nella zona di Settecamini, Casal Cavallari, Pratolongo e S. Alessandroed apparteneva all Signora Letizia Montani di Fabriano, la quale aveva sposato il Signor Gustavo Fornari.

Lungo la via Tiburtina, dal ponte sull ´Aniene fino al 17° chilometro, esistevano in quel periodo soltanto il Casal Cavallari, Casal Monastero e quello di Pratolongo, oltre alle costruzioni di piú remota antichitá, che sono state sopra descritte.

Il primo stimolo alla creazione del centro abitato di Settecamini venne dalla realizzazione di un´ampia opera di bonifica dell´Agro Romano, la quale era stata preparata da una serie di leggi e decreti fin dal 1878.
nel 1921 un decreto concernente l ´espropriazione dei latifondi per fini di pubblica utilitá permise la costituzione di centri di colonizzazione che ben presto cambiarono l ´assetto economico e sociale dell´Agro Romano.

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A Settecamini fu Costituito un centro di colonizzazione nel 1922. Esso si estendeva su una superficie di 140 ettari, di cui 90 dissodati per l ´introduzione di nuove colture; fu diviso in 12 poderi con 12 casa rurali, abitate complessivamente da 15 famiglie alle quali erano affidati 140 capi grossi di Bestiame.

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La condotta medica di Settecamini

Questo primo sviluppo richiese la presenza di un medico, poiché la zona era isolata e lontana dai centri sanitar della capitale, e di un insegnante, per la presenza di famiglie provenienti in gran parte da paesi del Lazio e dell´Abruzzo. Il primo medico, il Dr. Iacobelli , si stabili nel Casale Sagnotti; il primo insegnante, il maestro Sabatini, impartiva l ´istruzione elementare. Nello stesso Casale Sagnotti aveva sede la caserma dei Carabinieri e l´ufficio Postale, dotato di telegrafo, che il Governatore di Roma, in accordo con il Ministro delle Poste e Telegrafi, aveva provveduto a fare installare in considerazione del primo sviluppo della borgata.

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Ex Allevamento Mussolini, in Via di Salone


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Stazione Atac su Via Tiburtina ora Bar Big Ben

 

Tratto da Libro “Settecamini e la Parrocchia Santa Maria dell´Ulivo”
Si ringrazia la famiglia Monti

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